prima lettera di giovanni capitolo 2

Cercherà e troverà una sua soddisfazione anche attraverso vie alienate ed alienanti. Dettagli Categoria: Prima lettera di Giovanni Pubblicato Sabato, 30 Luglio 2011 08:16 Scritto da Cristoforo Visite: 6069 Cap 2 Figlioli miei, queste cose scrivo a voi affinché non pecchiate. SUSSIDIO PER LA PREGHIERA E LA RIFLESSIONE COMUNE Anno Pastorale 2010-2011 2 In copertina interna, l’iscrizione greca: "ὁ θεòς ἀγάπη ἐστίν", ó theòs agape estín Nella custodia della Parola del Cristo come  Parola di Dio abbiamo la garanzia di una conoscenza fondata in verità e giustizia. È fatto una volta per sempre. Passi della prima lettera di Giovanni si trovano in Giustino (100 - 162/168) (“Dialogo con Trifone”, 1233,9: 1Gv 1,2.3; 3,1.22). Ed il male non fa tutt’uno con ciò che appare brutto? Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. 1 Figlioli miei, queste cose scrivo a voi affinché non pecchiate. Se il mondo creato è dono di Dio, nessun dono si può identificare col donatore. Alcuni passi vengono poi utilizzati nei riti della penitenza ( 1,5-10 e 2,1-11 ), delle esequie ( 3,14-16 ) e del matrimonio ( 4,7-13 ) [11] . Chi ha visto Lui ha visto il Padre, chi conosce Lui ha conosciuto il Padre. Se qualcuno ama il mondo, non c’è in lui l’amore del Padre; 16 poiché ogni cosa che è nel mondo, la concupiscenza della carne e la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non è dal Padre ma è dal mondo. 26 Queste cose scrissi a voi a proposito di quelli che vi ingannano. Non ha necessariamente bisogno di ciò che procura piacere, cercherà in qualsiasi modo una propria soddisfazione. Manifestatosi il Salvatore mandato dal cielo, allorchè la sua salvezza è in noi operante da Lui agita e da Lui garantita, il Diavolo si scaglia con tutta la sua rabbia contro il Cristo. 2 ed egli è sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, non però solo per i nostri, ma anche per l’intero mondo. È peccatore non semplicemente chi fa il peccato, ma chi cerca, vuole, ama il peccato. Quale conclusione di un discorso per coloro che sono amati come figli in tenera età? Il volto sponsale dell’amore di Cristo è l’ultimo ad apparire e ad essere conosciuto, quello che in un certo senso è più nuovo e più definitivo: perché umanamente nessun amore fraterno può essere anche sponsale. Non si esce in questo modo dall’inganno del Satana, semmai l’inganno è da noi aggravato e fatto nostro. Prima lettera di Giovanni - 1. Scrissi a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è dall’inizio. Non c’è fede in Gesù che non sia insidiata dal Maligno e che per opera sua non tenda a scivolare verso forme degeneri, in cui è compromessa ogni serietà ed autenticità. La Prima lettera ai Corinzi è uno dei testi che compongono il Nuovo Testamento, che la tradizione cristiana e la quasi unanimità degli studiosi attribuisce a Paolo di Tarso.Indirizzata alla comunità cristiana della città greca di Corinto e scritta ad Efeso (), secondo gli studiosi fu composta nell'arco cronologico del 53-57. o più strettamente nel 53/54 secondo alcuni altri. ?4���˰�u����,2�=�k�C�����\:�1 La concupiscenza degli occhi non indica  il piacere che è provato dagli occhi, ma ogni piacere che passa attraverso gli occhi. ( Agostino ). Con un cuore nuovo e diverso, che non può fare nuova o diversa la Parola di Dio. Non basta aver creduto in Cristo una volta per sempre, bisogna credere ogni giorno. PREFAZIONE. È proprio in virtù di questo nome che i peccati dei figli di Dio, sono rimessi, cioè perdonati ed allontanati. Se c’è comunione autentica di cuori è solo nella professione dell’unica fede che salva, nel Dio Uno e Trino che si è manifestato in Israele. Prima lettera di S.Giovanni Capitolo 4 1 Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perche' molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Questo e solo questo può definirsi vero rapporto d’amore. La Parola del Cristo dunque si colloca e va accolta su di un piano superiore rispetto a quello della pura coscienza naturale. Al contrario chiude le proprie orecchie, o come dice il Vangelo non ha orecchie di ascolto. ... Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato. Non c’è alcuna verità in un amore rivolto alle cose. 12 Scrivo a voi, figlioli, poiché sono stati a voi rimessi i peccati a causa del suo nome. Colui che non riconosce in Cristo colui che è stato mandato dal cielo, nega con ciò Dio Padre e Dio Figlio. Una prima considerazione innanzitutto. I peccati, presi singolarmente, non sempre manifestano una stato di peccato, cioè  una vita senza obbedienza alla volontà di Dio: a volte sono un residuo della vita vecchia che ci trasciniamo dietro, e che è a noi lasciato perché non perdiamo la consapevolezza di ciò che ci appartiene in nostro. 24 Voi ciò che udiste dall’inizio, in voi rimanga; se in voi rimane ciò che udiste dall’inizio, anche voi nel Figlio e nel Padre rimarrete. Non si rimane nell’ascolto della Parola di Dio se non confortati dalla promessa del Cristo, promessa non di una vita qualsiasi, ma di vita eterna. Non basta credere in un qualsiasi Dio, per essere veraci bisogna accogliere Cristo Gesù non come un uomo qualsiasi, forse il più grande, il più amabile, il più sapiente. �p�~� �Ŭ[Y�pM8�k���~[>�ò��_ض]�e+a"�o1V������:�����d�(�����>#��?o� �hԽ��G@)l�7��pAt�2Mf��-����� � ��0�P��Q�� �����8����� fQ�Y���9N�;6>�� ��'1 ��t"�'&�7F'F@��IQ�&@Ԓ�&.����ʗ��-�L�����c��9�#�%,�C֊�\�\*�R�����Z�=�ݰ3�e��A4ʬeJ�{6/�+veE�?x�߮e�;�x��� Non c’è dono naturale che non debba quindi essere visto con gli occhi che sono dati dall’Alto nè cuore che non debba essere rivisitato dal suo Creatore. 24 Voi ciò che udiste dall’inizio, in voi rimanga; se in voi rimane ciò che udiste dall’inizio, anche voi nel Figlio e nel Padre rimarrete. Se pure per un tempo hanno avuto il nome di cristiani, ripescati dal Diavolo riversano ogni maledizione sul Cristo e cercano di sradicare ogni fede nel suo nome. Dobbiamo semplicemente rimanere e perseverare nella grazia che ci è stata elargita dal cielo, rinnovando ogni giorno ogni momento la fede in Gesù Salvatore, così come Giovanni ha già ampiamente spiegato. Chi non legge, medita, ascolta la Parola di Dio, non si vede proprio di quale dono sia custode, se non di una coscienza naturale che di per sé, benché fatta per accogliere il Figlio Salvatore, non garantisce la fede in Cristo Salvatore. Custodendo con piena ragione e non senza sapere per quale ragione. La maturità della fede non è data dall’andare oltre e fuori dall’annuncio ricevuto. Non c’è conoscenza del Padre che non passi attraverso quella del Figlio. Anche se appaiono belle e buone, non possono prendere nel nostro cuore il posto di Colui che unicamente è bello e buono. Non va accolto, ma va smascherato e allontanato. 1 Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. 2. Non è vero amore fraterno se non quello fondato in Cristo, da lui generato nei nostri cuori, a Lui accetto e a Lui gradito. Non c’è conoscenza di Gesù Salvatore se non in una perenne e vigilante custodia della sua Parola. Bugiardo nei confronti della verità, è ogni uomo che nega Gesù Salvatore mandato dal Padre. Pressante è il comando di rimanere nell’integrità dell’annuncio, in ciò che abbiamo udito dall’inizio, in ciò che è uscito dalla bocca degli apostoli. Nessuna concupiscenza dell’udito della Parola è trovata nell’uomo, se non quella dei suoni e delle vane curiosità mondane. Nel mondo si è insediato il Maligno. Non nello spirito perché è pago del possesso del Signore. Scrissi a voi, bambini, perché avete conosciuto il Padre. E come vincere  una guerra già perduta se non insinuando nei cuori di coloro che credono ogni sorta di dubbio riguardo al loro Salvatore? Tuttavia se accade che qualcuno nonostante la fede e la sequela faccia dei peccati, noi abbiamo un avvocato difensore presso il Padre. Questa concupiscenza non è poi così assente, soprattutto ai nostri giorni. L’annuncio può avere una sua novità e diversità in relazione all’animo con cui viene accolto dai suoi destinatari. 23 Ognuno che  nega il Figlio neppure ha il Padre, chi confessa il Figlio ha anche il Padre. %äüöß Quale amore può appagare chi è giovane, nell’età dell’adolescenza ( adulescentes, - dice la versione latina ) se non quello sponsale o matrimoniale, come si voglia chiamare? E allora che senso ha porre il proprio amore in questo mondo? Prima lettera ai Corinzi - Cap. Capitolo 2: Gli uomini non piangono La mattina seguente Giovanni e suo padre fanno colazione ed escono per le vie di Palermo. Il desiderio delle cose e delle creature, in quanto frutto del peccato, si manifesta in maniera disordinata e si fa sentire con una forza prepotente ed incontrollata. E chi conosce il Figlio se non colui che custodisce i suoi comandamenti? Il mondo è percorso da ambiguità, contraddizioni di ogni genere, sottoposto alla caducità ed alla fine. 23 Ognuno che  nega il Figlio neppure ha il padre, chi confessa il Figlio ha anche il Padre. evangelista, continua a vegliare su di essa con sollecitudine (cfr. Si tratta di due parti del tutto simili, come impostazione e struttura, che si distinguono soltanto per il tempo del verbo scrivere: prima si dice “Scrivo a voi”, poi “Scrissi a voi”. Nel Concilio di Cartagine del 276 (Migne III, 1072) il vescovo Aureliano si appellò ai vv. E cosa desidera l’amore di un figlio se non di specchiarsi pienamente e liberamente nel volto del Padre? Potremmo anche chiederci perché Giovanni non parli di una concupiscenza dell’udito. 10 Chi ama il suo fratello rimane nella luce e in lui non c’è ostacolo. Un amore che non porta alla vita eterna, ma alla dannazione eterna; un amore che è già insediato nel nostro cuore, deviato riguardo al proprio fondamento, deviato rispetto al proprio fine. Il Cristo che ha dato la Parola ai muti, ora deve smascherare nella sua chiesa ogni Parola che non sia in Lui e per Lui. Da questo conosciamo che è l'ultima ora. Se noi siamo deboli lui ci fa forti, se noi perdiamo, lui vince in noi, per noi. Non si vive e non si cresce come bambini se non nella gioia che viene da una conoscenza sempre più piena dell’amore di Colui che ci è Padre. 28 E ora figlioli, rimanete in lui, affinché qualora si manifesti abbiamo fiducia e non siamo svergognati da lui nel presentarsi di lui. Fin dall’inizio ci è stato comandato di custodire la Parola di Dio, quando ancora eravamo in Adamo. Tutto questo è reso possibile in Cristo e per Cristo. Rimanete nel Cristo, non andate fuori dalla vera fede. 10 Chi ama il suo fratello rimane nella luce e in lui non c’è ostacolo. Capitolo 1 Autenticità ... Nel Canone Muratoriano si parla di due lettere di Giovanni, la prima lettera è menzionata in relazione al quarto Vangelo. Se vi è in voi la vera sapienza che è quella che attribuisce al solo Cristo ogni giustizia, conoscete per rivelazione divina che ogni uomo che fa la giustizia è nato da Lui. Dimorando nell’ascolto della Parola si dimora in Dio, nell’obbedienza alla sua volontà, nel dono di tutto il nostro essere , per essere trasformati da conoscenza a conoscenza in figli di Dio. Prima lettera di Giovanni 2 2 1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato # Un avvocato, gr. Chi odia il suo fratello è nella tenebra del primitivo peccato ed ogni suo andare e camminare porta lontano dalla vera meta, perché la tenebra ha resi ciechi i suoi occhi. L’anticristo non tollera di stare nella Chiesa, deve uscire da essa e porsi contro di essa. 6 Colui che dice di rimanere in lui è tenuto come quello ha camminato così a camminare anche lui. Cosa dobbiamo intendere con la parola concupiscenza?Il concetto chiave è quello di ἐπιθυμία (epithumìa) ed indica semplicemente desiderio. L’affermazione di Giovanni non è da poco e ci costringe a ripensare seriamente il senso del nostro essere cristiani. Scrissi a voi, giovanetti, perché forti siete e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il Maligno. Sta ad indicare  il modo di sentire, di desiderare di una vita che si pone in una posizione superiore, in un’altezza che non gli compete. Non semplicemente per quello che ha operato e fatto, ma innanzitutto per quello che ha detto di se stesso, allorchè si è dichiarato Figlio di Dio e Salvatore dell’umanità perduta. Peggio ancora. Non comprende pienamente il dono che gli è dato in custodia, se non colui che lo va riconsiderando, rivalutando ogni giorno, ogni momento, attraverso quella ruminatio che è richiamo continuo della Parola alla mente, per comprendere meglio, perché più vera più piena, più conforme sia la nostra obbedienza. C’è anche una coscienza che ha la pretesa di custodire la Parola del Padre, ma poi rifiuta l’ultima e decisiva manifestazione di questa Parola che è quella del Figlio di Dio. Se il titolo di Figlio di Dio spetta solo al Cristo, non si porta il nome di fratelli se non in un lui e per lui. Il significati della fede o non fede, della luce o della tenebra, della salvezza o della dannazione eterna, hanno come termine esclusivo di confronto la persona di Gesù. Il mondo quand’anche per assurdo fosse trovato sempre e da tutti bello, è destinato a perire. Non c’è coscienza naturale che non debba essere rivisitata dal Cristo, da Lui scrutata, vagliata e giudicata, per essere trovata conforme alla volontà di Dio, quale si esprime attraverso la fede nel Cristo. 7 Amati, dall’apostolo, ma ancor prima da Dio Padre, che ha voluto porre nei nostri cuori come  sigillo del suo amore, l’immagine del Figlio suo. Se cade, il Cristo lo solleverà di nuovo, se è debole nel cammino, il Figlio di Dio darà vigore alle sue membra. Se il cuore dell’uomo e tutto ciò che viene da esso è macchiato dal peccato e nella sua immediatezza naturale non viene dal Padre, ma dal Maligno, si può dire altrettanto del mondo? Le tenebre che avvolgevano l’umanità stanno passando e già risplende la luce portata dal Figlio. 25 E questa è la promessa che egli a noi promise, la vita eterna. 16 poiché ogni cosa che è nel mondo, la concupiscenza della carne e la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non è dal Padre ma è dal mondo. Custodire nel proprio cuore la volontà di Dio, perché Dio possa fare nel nostro cuore la sua volontà. La parola superbia è formata da super, sopra, e bios vita ( questa è l’etimologia a noi più cara, anche se si tratta di una semplice ipotesi: riguardo all’etimologia vi sono pareri discordanti ). Vi è una sola Parola di Dio che si manifesta in modi ed in tempi diversi. Va fatta salva la fede in Gesù Cristo unico Salvatore e unica via di salvezza. /�z 12���\� &��?�5�{y�������vD��� �6#�H�S ,Sm��p)}��� PRIMA LETTERA DI SAN GIOVANNI Nella fede e nell’amore, la vittoria sul mondo, la gioia e la vita eterna. Per certo san Policarpo (ca. Di una concupiscenza dell’ascolto l’uomo può farne a meno: il Satana lo rende pago dell’ascolto della sua parola. Martedì 29 Dicembre 2020 : Prima lettera di san Giovanni apostolo 2,3-11. Una volta che abbiamo conosciuto Cristo in virtù delle fede, nessuna novità è a noi prospettata in questa vita. E cosa è trovato nel cuore dell’uomo? 9 Chi dice di essere nella luce ed odia il suo fratello è nella tenebra fino ad ora. O uomo stolto, se credi che la morte è un nulla, perché la temi per tutta la vita? Tutti i diritti riservati. E quando il buono non coincide con ciò che appare bello? 27 E voi l’unzione che riceveste da lui, rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno insegni a voi, ma come la sua unzione vi insegna riguardo a tutte le cose e è veritiera e non è bugiarda, e come insegnò a voi, rimanete in lui. È indubbio che non c’è alcun riferimento all’età anagrafica delle persone a cui ci si rivolge. Se Cristo ha vinto in noi il peccato di Adamo, ora la lotta contro il Diavolo assume un volto chiaro e ben definito. Finchè crede in questo mondo, si nutre di esso, cerca in esso ed è da esso appagato, l’uomo non può rivolgere il suo cuore in una direzione diversa cioè verso il Creatore. Credere, ascoltare, seguire i dettami della propria coscienza, non necessariamente vuol dire credere in Cristo. E anche quando tutto sembra fiorire in maniera così naturale e logicamente plausibile, ci sono gli ostacoli posti, dall’età, dall’aspetto fisico, dalla condizione sociale. Del Dio o degli dei che entrano in questo mondo, come credevano gli antichi, si può pensare quello che si vuole, possono apparire buoni o malvagi. Come rimanere in Cristo? %PDF-1.4 12 Scrivo a voi, figlioli, poiché sono stati a voi rimessi i peccati a causa del suo nome. L’uomo guida fino alla via Castrofilippo e … Ingannano coloro che insegnano che Cristo non è l’eterno Figlio di Dio, ingannano coloro che annunciano una speranza che non è di vita eterna, ingannano coloro che mettono davanti a tutti una fraternità che non è soltanto in virtù della fede in Cristo. E tutto questo è operato in noi dall’eterno Figlio, che vuol renderci come lui per porci con lui accanto al Padre che sta nei cieli. 20 E voi avete l’unzione dal santo e tutti sapete. Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati rimessi i peccati in virtù del suo nome. Altro è camminare nella verità, guidati, sorretti, confortati da Colui che è Luce. Dopo aver affermato l’importanza dell’amore fraterno, come espressione del nostro essere in Cristo e per Cristo e nello stesso tempo come volontà di essere in Lui e per Lui, l’amore  innanzitutto come dono, poi come comando, nel senso del rimanere, del dimorare nel dono ricevuto, Giovanni cerca ora di dare un connotato diverso a questo amore. Le cose create passano, non passa il loro Creatore, e neppure passa chi fa la Sua volontà. Se rimane è solo per seminare zizzania. 12 Scrivo a voi, figlioli, poiché sono stati a voi rimessi i peccati a causa del suo nome. Non si può parlare di fede in Dio se non per colui che accoglie Cristo, come l’eterno Figlio di Dio. La disinvoltura superficiale e cieca con cui molti affermano che la vita è bella, deve ogni giorno confrontarsi con la sofferenza di quelli che in questo mondo di bello non trovano proprio nulla. Oltre all’amore fraterno c’è anche quello paterno e filiale, in mezzo ai due, a parte, sta l’amore della giovinezza, l’amore dell’età coniugale, che va cercando nell’altro o nell’altra il proprio sposo e la propria sposa. Concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi e superbia della vita. Non c’è in lui verità, perché la verità ha un volto ed un nome, che è quello del Figlio di Dio. 2 0 obj Non obbedisce alla volontà del Padre, chi non ha sempre davanti ai suoi occhi, i comandi della sua Parola, chi non li conosce in maniera sempre viva, nuova ed attuale attraverso le vie di una vera custodia. e come udiste che viene l’anticristo e ora molti anticristi sono comparsi, onde conosciamo che è l’ultima ora. La lettera, poi, allude ad una situazione di persecuzione diffusa in tutta l'Asia minore e questo ci porta all'epoca della prima grande persecuzione, che ha investito l'intero impero romano sotto Domiziano (81-96 d.C.), di cui vittima fu anche Giovanni, l'autore dell'Apocalisse 2 ed è collocata intorno all'anno 95 d.C. 1 Diversamente l’uomo se pur approvato dall’altro uomo, è trovato bugiardo davanti a Dio. Innanzitutto vi è la concupiscenza della carne, cioè la volontà di soddisfazione del nostro corpo in quanto orientato e definito in senso sessuale, verso l’altro o verso l’altra. 11 Chi invece odia il suo fratello è nella tenebra e nella tenebra cammina e non sa dove va, perché la tenebra ha accecato i suoi occhi. Evidentemente l’apostolo fa riferimento a qualche sua opera anteriore, una lettera o come pensiamo noi, il suo Vangelo. Non ha alcun potere sul Figlio, di Dio, non l’ha mai avuto e mai potrà averne. Benchè destinato a perire il mondo appare all’uomo come l’unico bene per il quale la vita è degna di essere vissuta. 29 Dicembre 2020 Parrocchia . Prima lettera di Giovanni cap5. Se nella nostra coscienza naturale c’è già tutto il Cristo con ogni pienezza di grazia, vano è il suo sacrificio, ed inutile la sua venuta sulla terra. in una dimensione verticale che è adesione all’unico Dio, e in una dimensione orizzontale  che è adesione a coloro che sono trovati fratelli in virtù del prossimo a noi più prossimo, l’eterno Figlio di Dio, il primogenito dei molti. In quanto trascorso, e segnato dal peccato dell’uomo il mondo non può dirsi buono di per sé e degno di essere amato. Prima lettera di Giovanni Capitolo 1 - eticaescienza.eu. Questi è l’anticristo: colui che nega il Padre ed il Figlio. L’uomo non ha in sé alcun desiderio immediato e prepotente di ascoltare la Parola di Dio: tutto concupisce, non la Parola. E tutto questo è opera della Sua parola, allorchè rimane in noi. ����]�S�9 ē'��(� L’amore per il mondo non solo ignora il Creatore, inteso come fondamento di ogni vita. 1 Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - 2 la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, 3 quello che abbiamo veduto e udito, … Leggi il capitolo completo Prima Lettera di Giovanni 2. Innanzitutto va detto che non si custodisce se non ciò che si è fatto proprio. L’anticristo può anche vantare il nome di cristiano, ma allorchè dice e fa contro l’unico Cristo e l’unica chiesa manifesta con ciò il suo volto falso ed ingannevole. La vostra santità ormai conosce il sistema da noi tenuto nel commentare il Vangelo di Giovanni secondo il criterio della lettura continuata. I giovani d’oggi vivono letteralmente storditi ed ubriacati da rumori che essi chiamano musica o canto. Non c’è vera custodia della Parola se non nell’obbedienza alla Parola. 21 Non scrissi a voi perché non sapete la verità ma perché la sapete e perché ogni menzogna non è dalla verità. 18 Figlioli, questa è l'ultima ora. Consideriamo ora la terza dimensione dell’uomo che è l’anima. Se possiamo esistere come lui esi… Figlioli miei, queste cose scrivo a voi affinché non pecchiate. Prima lettera di Giovanni – 4. Chi custodisce i comandamenti del Figlio ha sempre aperta la via del ritorno al Padre, per il perdono che ci è concesso in virtù del suo Cristo. L’uomo e la donna avvertono in qualsiasi caso questa concupiscenza. Per rimanere nel Padre e nel Figlio bisogna rimanere in un ascolto fondato nell’unica verità, non aperto ad altre verità. Cerchiamo ora di comprendere perché le stesse cose  sono ripetute in parallelo da Giovanni e distinte solo da uno “scrivo”, rispetto  ad uno “scrissi”. <> 20 E voi avete l’unzione dal santo e tutti sapete. Scrissi a voi, giovanetti, perché forti siete e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il Maligno. 2 In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; 3 ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. NR06: Nuova Riveduta 2006 Pietro ricorda ai lettori che le sofferenze di Gesù sono state profetizzate nei secoli precedenti la sua venuta (1:11) e che la sua sofferenza è culminata nella morte, con la quale egli ha compiuto il sacrificio per i nostri peccati. Rimessi perché rimossi, di modo che ogni figlio possa tenere fisso  il proprio sguardo verso il volto del Padre con pienezza di gioia e di confidenza. Nessuna garanzia di vittoria contro il Satana è a noi data e da noi trovata se non in virtù del Cristo. Filesize: 401 KB; Language: English; Published: June 29, 2016; Viewed: 1,334 times Monastero Domenicano Matris Domini (Omelia del 26 Aprile 2015) Commento su 1Gv 3,1-2 Collocazione del brano La seconda parte del capitolo 2 è dedicata agli ultimi tempi, che per l'autore della lettera sono ormai arrivati. In Cristo e per Cristo ci troviamo fratelli in virtù del primogenito dei molti, per quel rinnovamento di vita che è stato portato nei nostri cuori dal suo amore. Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Se il riferimento è semplicemente ai suoni musicali e al canto diremmo di sì, ma se intendiamo l’udito come il senso più propriamente legato all’ascolto della Parola, quella che dà gioia vera, soddisfazione piena, allora potremmo anche considerare del tutto ovvio il fatto che Giovanni non ne parli. �A�N���0W���mv5∑�̄T�3��Ҭ��D���o'��B�V�����BeJFwg1� Scrivo a voi, giovanetti, perché avete vinto il Maligno. E se qualcuno peccasse, abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo giusto; 2 ed egli è sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, non però solo per i nostri, ma anche per l’intero mondo. Ha le parvenze del Bene, in realtà è creato ed agito in noi dal principe delle tenebre, l’antico Maligno, ovvero il Satana. 22 Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il messia? Perché ogni preghiera di supplica ed ogni rendimento di grazie siano più accetti a Dio, perché in piena conformità con la sua Parola, in una sintonia perfetta del nostro cuore col suo cuore. 25 E questa è la promessa che egli a noi promise, la vita eterna. Altro è amare il dono, altro è amare Colui che dona. Una vita senza Creatore, appare dal nulla e finisce nel nulla. 22 Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il messia? Una creazione che se pur fondata in Dio e da Lui fatta sussistere porta le conseguenze e le rotture create dal peccato. Egli scrive questa prima lettera che si rivolge anche a «tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo» (v. 2). 8 Ancora un comandamento nuovo scrivo a voi, che è vero in lui ed in voi, poiché la tenebra passa e la luce vera già splende. Di fronte e contro l’amore del Padre a noi manifestato e donato dal Figlio, sta un altro amore ad esso contrapposto. Può solo sperare che la morte non sia passaggio ad un’altra vita ma la caduta nel nulla di ogni vita. Capitolo 1. Il desiderio sfrenato porta il nome di concupiscenza ed è tanto più grande e forte quanto più si dà importanza e peso alla cosa o alla persona che si desidera. assolutamente nulla. Prima Lettera di Giovanni 2:3 Nuova Riveduta 2006 (NR06) Da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Vi è un solo Dio, una sola Parola rivelata, una sola Verità. 9 Chi dice di essere nella luce ed odia il suo fratello è nella tenebra fino ad ora. Ma cosa significa propriamente essere custodi della sua Parola? Ogni concupiscenza è agita dal Diavolo e non trova altra spiegazione davanti a Dio, se non come espressione della nostra lontananza dal suo amore e di una disubbidienza a Colui che è amore. Se un nuovo comandamento è dato da Giovanni è vero soltanto in Cristo ed in coloro che hanno fede in Lui. L’anticristo prende chiaramente posizione contro la chiesa di Cristo, non contro una chiesa qualsiasi ma contro quella che è fondata sulla sua Parola, così come trasmessa dai dodici apostoli. Non è santo chi non ha ricevuto l’unzione dall’unico santo: deve essere da Cristo vagliato, approvato, consacrato. Non è più semplicemente la lotta contro il peccato, ma contro Colui che ci ha spinto al peccato: l’Antico Maligno. E neppure nella sua carne e nella sua anima, in quanto sottomesse allo spirito e dallo spirito guidate ed illuminate. (��Ar���=A�7{��,�k��O%`ʽ�Q��>[c�V����|�8��&��W y�|����1� E poi al versetto 8 : Un comandamento nuovo scrivo a voi? L’amore vero ha connotati unici ed esclusivi che lo distinguono da ogni altro amore che è trovato nel cuore dell’uomo. Bisogna andare e riandare continuamente alla Parola così come è scritta e così come è custodita e tramandata dalla chiesa. 17 E il mondo passa e la sua concupiscenza, però colui che fa la volontà di Dio rimane per l’eternità. Ciò che si manifesta da ultimo è una novità rispetto a ciò che è manifestato dapprima, ma soltanto in rapporto all’adempimento di ogni finalità. Nessun comandamento nuovo ci è dato dall’apostolo Giovanni. 4 chi dice : ho conosciuto lui, e i suoi comandamenti non è custodente, è bugiardo e in questi non è la verità. Se qualcuno ama il mondo, non c’è in lui l’amore del Padre; Cosa vuol dire Giovanni. Non la parola vuota ed infondata di chi non sa e non conosce, ma la parola di coloro che sono stati da Lui vivificati e santificati. Come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Chi non fa esperienza di questa novità di vita, che è novità d’amore, non è nella luce, ma è ancora nella tenebra. Con queste pochi termini Giovanni definisce tutta la realtà di peccato che è in noi. 18 Figlioli, è l’ultima ora, e come udiste che viene l’anticristo e ora molti anticristi sono comparsi, onde conosciamo che è l’ultima ora.19 Da noi uscirono ma non erano da noi: se infatti fossero stati da noi, sarebbero rimasti con noi; ma perché si manifestino che non sono tutti da noi.

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